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• Perché
educazione ai diritti umani?
I diritti umani sono l’espressione sul piano giuridico della dignità
della persona umana e dei suoi bisogni vitali. Essi sono riconoscimento giuridico
in una norma giuridica scritta, passibile di essere fatta valere, azionabile
ius positum dentro ai singoli stati e a livello internazionale affinché
operi erga omnes l’obbligo di rispettare i diritti fondamentali dell’essere
umano. Ma affinché si compia la rivoluzione umanocentrica in seno al
sistema giuridico e politico nazionale e delle relazioni internazionali la norma
da sola è del tutto insufficiente. Occorre l’educazione all’humana
dignitas servanda est, l’educazione ai diritti umani. Occorre la trasmissione,
scolastica ed extra-scolastica per ogni fascia d’età di puntuali
dati cognitivi circa la dimensione della condizione umana e i valori recepiti
dalla legge internazionale, tenendo ben presente che educare non significa inculcare
nozioni. Educare ai diritti umani vuol dire aiutare ad interiorizzare i valori
affinché tali valori motivino all’azione nella società.
• La lingua madre: il diritto all’identità culturale.
In un sistema che pone al proprio centro la persona umana riconoscendo come
proprio fondamento i suoi diritti innati, un peso fondamentale ha la lingua
madre. Potremmo definire la lingua madre come la lingua che la persona sceglie
e predilige per esprimere se stesso e per esplicitare con se stesso le proprie
emozioni, la lingua scelta per rapportarsi con coloro che appartengono al proprio
gruppo culturale di origine. La lingua madre, dunque, ci porta al tema dell’identità
culturale e, più precisamente, al diritto all’identità culturale.
Ciò vuol dire che chiunque, da solo o in unione con altri, può
scegliere liberamente la propria identità culturale nei suoi vari aspetti:
tra questi accanto a religione, patrimonio artistico, tradizioni e altri, assume
rilievo proprio la lingua. Le circa seimila lingue esistenti oggi sul nostro
pianeta sono tutte creazioni del genio umano, ognuna di esse è espressione
di una peculiare visione del mondo, tutte insieme costituiscono un coerente
sistema di valori e di significati e rispecchiano fedelmente le diversità
culturali dell’umanità.
• La tutela della lingua madre: diritto internazionale.
Il diritto all’identità culturale nella sua espressione di scelta
della lingua è presente in molti strumenti internazionali sui diritti
umani.
Carta delle Nazioni Unite, Preambolo. Nelle finalità
dell’ONU rientra la riaffermazione della fede nei diritti fondamentali
dell’uomo, e dunque anche nel diritto all’identità culturale,
nella dignità e nel valore della persona umana, nell’eguaglianza
dei diritti degli uomini e delle donne. La tutela della lingua madre è
dunque riconosciuta implicitamente.
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Preambolo; Articolo
2 comma 1. La protezione attraverso norme giuridiche dei diritti umani,
e dunque del diritto all’identità culturale, è definita
dal preambolo della Dichiarazione come indispensabile se si vuole evitare che
l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione
contro la tirannia e l’oppressione. L’Articolo 2 comma 2 sancisce
che i diritti umani spettano ad ogni individuo senza distinzione, tra gli altri,
di lingua.
Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia. Articolo
29 comma 1 c). L’educazione del fanciullo deve tendere a inculcare
al fanciullo il rispetto dei genitori, della sua identità, della sua
lingua e dei suoi valori culturali. Articolo 29 comma 1 lettera b).
L’educazione deve tendere, altresì, ad inculcare nel fanciullo
il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,
e dei principi enunciati nello Statuto delle Nazioni Unite.
Quello dell’educazione scolastica è un tema di primaria importanza
per l’UNESO che è l’Organizzazione delle Nazione
Unite per l’Educazione, la Scienza, la Culturae la Comunicazione.
E’ essenziale che l’uso della lingua madre sia incoraggiato nei
sistemi scolastici fin dall’infanzia. Studi recenti mostrano chiaramente
cme l’insegnamento della lingua madre insieme alla lingua nazionale ufficiale
permette ai bambini di ottenere migliori risultati scolastici e stimola il loro
sviluppo conoscitivo e la loro abilità nello studio.
• La tutela della lingua madre: la Costituzione della Repubblica
Italiana. Principi Fondamentali. La Costituzione Italiana tutela la
lingua madre nei Principi Fondamentali, cioè in quei principi e linee
guida a cui si devono uniformare l’ordinamento giuridico, politico e sociale
dell’Italia. Articolo 3 comma 1. Tutti i cittadini hanno
pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione,
tra gli altri, di lingua. La lingua, dunque, non può essere pretesto
per discriminazioni di sorta. Articolo 6. La Repubblica tutela
con apposite norme le minoranze linguistiche. Tale articolo ci riporta alla
tutela, tra le altre, delle minoranze linguistiche nelle regioni autonome di
Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
• Patrimonio Culturale Intangibile e Lingua Madre.
Patrimonio culturale dell’umanità non è, per l’UNESCO,
solamente quello naturale o monumentale. Accanto al patrimonio visibile ne esiste
uno per così dire invisibile, legato a quello visibile e in un certo
qual modo suo presupposto: è il Patrimonio Culturale Intangibile, costituito
da usi, costumi tradizioni culturali e, appunto, dalla lingua di un popolo.
La Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Intangibile
fa esplicito riferimento alle lingue quali veicolo dell’eredità
culturale intangibile. Tale Convenzione vuole contribuire alla salvaguardia
della diversità linguistica, questione urgente in considerazione della
velocità con cui le lingue stanno sparendo, in media due lingue al mese.
Si pensi in particolare alle popolazioni indigene, per le quali la difesa della
lingua madre è cruciale per la salvaguardia della loro identità
ed eredità culturale.
• Lingua madre e villaggio globale.
In un mondo sempre più interdipendente, nel quale si fa fatica a riconoscere
e mantenere identità e sicurezze personali e di gruppo, ma in cui si
sono tuttavia dilatati gli orizzonti della promozione umana e innescate numerose
linee di tendenza al positivo, l’insegnamento e la tutela delle lingue
assume due valenze fondamentali. Occorre essere in grado di comunicare a livello
globale attraverso lo studio e l’utilizzo delle lingue maggiormente utilizzate
a livello internazionale. Occorre però anche saper conservare per ogni
individuo la possibilità di parlare la propria lingua madre come peculiare
forma di espressione durante la vita.
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