| Su iniziativa dell'UNESCO, le Nazioni Unite hanno
deciso di proclamare il 1995 - anno del cinquantesimo anniversario
delle due Organizzazioni - anno internazionale della tolleranza.
L'anno della tolleranza ha costituito l'occasione
per promuovere e sperimentare idee nuove e vecchie e per sensibilizzare
l'opinione pubblica. Le attività dell'UNESCO a favore della
tolleranza sono state attuate in zone belliche e in seno alle società
che vivono in situazioni post-belliche. Tale anno ha visto la creazione
da parte dell'Organizzazione di una guida pedagogica, dal titolo "La
tolleranza, porta aperta sulla pace", indirizzata a migliaia di istituzioni.
Nelle scuole sono stati organizzati concorsi, settimane di informazione,
festival sul tema della Tolleranza. Sei artisti hanno disegnato sei
bandiere, simboli della tolleranza. Jean-Michel Jarre, ambasciatore
volontario dell'UNESCO, ha organizzato, il 14 luglio 1995 a Parigi,
uno spettacolo su questo argomento... Momento culminante di questi
lavori è stata la Dichiarazione dei principi sulla tolleranza,
adottata e firmata a Parigi dagli Stati membri dell'UNESCO, il 16
novembre 1995, giornata della celebrazione del cinquantesimo anniversario
dell'adozione dell'Atto costitutivo dell'Organizzazione.
I firmatari della Dichiarazione affermano che la
tolleranza non è soltanto un principio morale, ma che costituisce
una necessità politica e giuridica per gli individui, i gruppi
e i singoli stati. La dichiarazione sarà sottoposta, per l'approvazione,
alla cinquantunesima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni
Unite, che si terrà nel 1996.
Dichiarazione dei Principi sulla Tolleranza
Gli Stati membri dell'Organizzazione delle Nazioni
Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, riuniti a Parigi
dal 25 ottobre al 16 novembre 1995 per la ventottesima sessione della
Conferenza generale.
Preambolo
Avendo in mente quanto affermato nella Carta delle
Nazioni Unite:
Noi, popoli delle Nazioni Unite, risoluti a preservare
le generazioni future dal flagello della guerra, ...a riaffermare
la nostra fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità
e valore della persona umana... e per questi fini a praticare la tolleranza,
a vivere in pace l'uno con l'altro nello spirito di buon vicinato,
Ricordando che il preambolo dell'Atto costitutivo
dell'UNESCO, approvato il 16 novembre 1945, dichiara che la pace deve
essere fondata sulla solidarietà intellettuale e morale dell'umanità,
Ricordando ugualmente che la Dichiarazione universale
dei diritti dell'uomo proclama che ogni uomo ha diritto alla libertà
di pensiero, di coscienza e di religione» (art. 18), di opinione e
di espressione» (art. 19) e che l'educazione deve favorire la comprensione,
la tolleranza e l'amicizia fra tutte le nazioni e tutti i gruppi razziali
o religiosi» (art. 26),
Prendendo nota di rilevanti strumenti internazionali, quali:
- il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici,
- il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali,
- la Convenzione Internazionale sull'Eliminazione di tutte le
Forme di Discriminazione Razziale,
- la Convenzione sulla Prevenzione e la Repressione del Crimine
del Genocidio,
- la Convenzione sui diritti del bambino,
- la Convenzione del 1951 relativa allo Status di Rifugiato e
il suo Protocollo del 1967 e gli strumenti regionali pertinenti,
- la Convenzione sull'Eliminazione di tutte le Forme di Discriminazione
contro le Donne,
- la Convenzione contro la Tortura ed altri Trattamenti o Punizioni
Crudeli, Disumani o Degradanti,
- la Dichiarazione sull'Eliminazione di tutte le Forme di Intolleranza
e di Discriminazione fondate sulla religione o sulla Fede,
- la Dichiarazione sui Diritti delle Persone appartenenti a Minoranze
Nazionali o Etniche, Religiose e Linguistiche,
- la Dichiarazione sulle Misure per eliminare il Terrorismo Internazionale,
- la Dichiarazione di Vienna ed il Programma d'Azione adottati
dalla Conferenza Mondiale sui Diritti Umani,
- la Dichiarazione di Copenaghen ed il Programma d'Azione adottati
dal Summit Mondiale per lo Sviluppo Sociale,
- la Dichiarazione UNESCO sulla Razza e il Pregiudizio Razziale,
- la Convenzione e la Raccomandazione dell'UNESCO contro la Discriminazione
nell'Educazione,
Avendo in mente gli obiettivi del Terzo Decennio
di lotta contro il Razzismo e la Discriminazione Razziale, del Decennio
Mondiale per l'Educazione sui Diritti Umani e del Decennio Internazionale
delle Popolazioni Autoctone,
Prendendo in considerazione le raccomandazioni delle
conferenze regionali organizzate nel quadro dell'Anno delle Nazioni
Unite per la Tolleranza, in accordo con la risoluzione 27 C/5.14 della
Conferenza generale dell'UNESCO, così come le conclusioni e
le raccomandazioni delle altre conferenze ed incontri organizzati
dagli Stati membri nell'ambito del programma dell'Anno delle Nazioni
Unite per la Tolleranza,
Allarmati dall'attuale aumento di atti d'intolleranza,
violenza, terrorismo, xenofobia, nazionalismo aggressivo, razzismo,
antisemitismo, esclusione, emarginazione e discriminazione dirette
contro le minoranze nazionali, etniche, religiose e linguistiche,
rifugiati, lavoratori immigrati e gruppi deboli all'interno della
società, così come di atti di violenza ed intimidazione
contro individui esercitanti la loro libertà di opinione e
d'espressione -tutti comportamenti che minacciano la pace e la democrazia
sia a livello nazionale che internazionale e che ostacolano lo sviluppo,
Sottolineando le responsabilità degli Stati
membri nello sviluppare e incoraggiare il rispetto dei diritti umani
e delle libertà fondamentali di tutti, senza distinzioni fondate
sulla razza, il sesso, la lingua, l'origine nazionale, la religione
o l'esistenza di un handicap, e nel combattere l'intolleranza,
adottano e proclamano solennemente questa Dichiarazione
dei Principi sulla Tolleranza
Risoluti a prendere tutte le misure positive necessarie
a promuovere la tolleranza nelle nostre società, poiché
la tolleranza non è solo un principio a noi caro ma anche una
condizione necessaria alla pace ed al progresso economico e sociale
di tutti i popoli,
Noi dichiariamo quanto segue:
ARTICOLO PRIMO - Significato della tolleranza
1.1 La tolleranza è rispetto, accettazione
e apprezzamento della ricchezza e della diversità delle culture
del nostro mondo, delle nostre forme di espressione e dei nostri modi
di esprimere la nostra qualità di esseri umani.E` favorita
dalla conoscenza, dall'apertura di spirito, dalla comunicazione e
dalla libertà di pensiero, di coscienza e di fede. Tolleranza
è armonia nella differenza. Non è solo un obbligo morale:
è anche una necessità politica e giuridica.
La tolleranza è una virtù che rende possibile la pace
e contribuisce a sostituire la cultura della guerra con una cultura
di pace.
1.2 Tolleranza non è concessione, condiscendenza,
compiacenza. La tolleranza è, soprattutto, un atteggiamento
attivo animato dal riconoscimento dei diritti umani universali e delle
libertà fondamentali degli altri. In nessun caso la tolleranza
potra`essere invocata per giustificare attentati a questi valori fondamentali.
La tolleranza deve essere praticata dai singoli individui, dai gruppi
e dagli Stati.
1.3 Tolleranza è la responsabilità
che sostiene i diritti umani, il pluralismo (incluso il pluralismo
culturale), la democrazia e il governo della legge. Comporta il rigetto
del dogmatismo e dell'assolutismo ed afferma gli obiettivi espressi
negli strumenti internazionali sui diritti umani.
1.4 Conformemente al rispetto dei diritti umani,
la pratica della tolleranza non significa né tollerare l'ingiustizia
sociale, né rinunciare alle proprie convinzioni né fare
concessioni rispetto ad essa.
Significa che ogniuno é libero di aderire alle proprie convinzioni
ed accettare che gli altri aderiscano alle proprie. Significa accettare
il fatto che gli esseri umani, naturalmente diversi in aspetto, situazione,
lingua, comportamento e valori, hanno il diritto di vivere in pace
e continuare ad essere come sono. Significa anche che le proprie opinioni
non devono essere imposte agli altri.
ARTICOLO SECONDO - Il ruolo dello stato
2.1 La tolleranza a livello statale richiede giustizia
e l'imparzialità in materia di legislazione, di applicazione
della legge e di esercizio dei processi amministrativi e giudiziari.
Richiede anche che le opportunità economiche e sociali siano
rese accessibili ad ogni individuo senza alcuna discriminazione. L'esclusione
e l'emarginazione possono portare alla frustrazione, all'ostilità
ed al fanatismo.
2.2 Per giungere ad una società più
tollerante, gli Stati dovrebbero ratificare le convenzioni internazionali
sui diritti umani esistenti, e redigere una nuova legislazione nella
quale sia assicurata l'uguaglianza di trattamento e di possibilità
per tutti i gruppi e individui presenti nella società.
2.3 E' essenziale per l'armonia internazionale che
gli individui, le comunità e le nazioni accettino e rispettino
il carattere multiculturale della famiglia umana. Senza tolleranza,
non vi può essere pace e, senza la pace, non può esserci
sviluppo o democrazia.
2.4 L'intolleranza può portare ad una forma
di emarginazione dei gruppi deboli e alla loro esclusione dalla partecipazione
sociale e politica, così come alla violenza e alla discriminazione
contro loro. Come confermato nella Dichiarazione sulla Razza ed il
Pregiudizio Razziali:
<<Tutti gli individui e gruppi hanno diritto ad essere diversi>>
(art. 1.2).
ARTICOLO TERZO - Dimensioni sociali
3.1 Nel mondo moderno la tolleranza è più
essenziale che mai.E' questa un'epoca segnata dalla mondializzazione
dell'economia e da un rapido incremento della mobilità, della
comunicazione, dell'integrazione e dell' interdipendenza, delle migrazioni
su larga scala e dello spostament di popolazioni, dell'urbanizzazione
e del cambiamento di modelli sociali. Da quando ogni parte del mondo
é caratterizzata dalla diversità,l'aumento dell'intolleranza
e dei conflitti costituisce una minaccia potenziale per ogni regione.
Non é una minaccia limitata ad un solo Paese ma é una
minaccia globale.
3.2 La tolleranza è necessaria tra gli individui
così come all'interno della famiglia e della comunità.
La promozione della tolleranza e lo sviluppo di atteggiamenti di apertura,
di ascolto reciproco e di solidarietà dovrebbe aver luogo nelle
scuole e nelle università, ed attraverso un'educazione non
formale, in casa e nei luoghi di lavoro. I mezzi di comunicazione
sono in grado di giocare un ruolo costruttivo facilitando un dialogo
ed una discussione liberi ed aperti, diffondendo i valori della tolleranza
ed evidenziando i pericoli di indifferenza verso la crescita di gruppi
e di ideologie intolleranti.
3.3 Come affermato dalla Dichiarazione UNESCO sulla
Razza ed il Pregiudizio Razziale, delle misure devono essere prese
per assicurare l'uguaglianza in diritti e dignità agli individui
e ai gruppi, ove questo sia necessario. A questo proposito, una particolare
attenzione dovrebbe essere prestata ai gruppi deboli socialmente o
economicamente svantaggiati, così da assicurare loro la protezione
delle leggi e delle misure sociali in vigore, particolarmente riguardo
alla casa, al lavoro ed alla salute; da rispettare l'autenticità
delle loro culture e dei loro valori; e da facilitare la loro promozione
ed integrazione sociale e professionale,specialmente attraverso l'educazione.
3.4 Dovrebbero essere intrapresi studi scientifici
ed un lavoro a rete, che includa l'analisi, da parte delle scienze
sociali, delle cause di fondo e delle misure efficaci, così
come il sostegno dell'azione politica e normativa degli Stati, per
coordinare la risposta della comunità internazionale a questa
sfida globale.
ARTICOLO QUARTO - Educazione
4.1 L'educazione è il mezzo più efficace
per prevenire l'intolleranza. Il primo passo nell'educazione all'intolleranza
è insegnare agli individui quali sono i loro diritti e le loro
libertà così da assicurarne il rispetto e promuovere,
ugualmente, la volontà di proteggere i diritti e le libertà
degli altri.
4.2 L'educazione alla tolleranza dovrebbe essere
considerata un imperativo prioritario; questo perché è
necessario promuovere dei metodi sistematici e razionali di insegnamento
della tolleranza centrati sulle fonti culturali, sociali, economiche,
politiche e religiose dell'intolleranza, che costituiscono le cause
profonde della violenza e dell'esclusione. Le politiche ed i programmi
d'educazione devono contribuire allo sviluppo della comprensione,
della solidarietà e della tolleranza tra gli individui così
come tra i gruppi etnici, sociali, culturali, religiosi e linguistici
e tra le nazioni.
4.3 L'educazione alla tolleranza deve tendere ad
opporsi alle influenze che conducono alla paura ed all'esclusione
dell'altro e deve aiutare i giovani a sviluppare le loro capacità
di esprimere un giudizio autonomo, di svolgere una riflessione critica
e di ragionare in termini etici.
4.4 Noi ci impegniamo a sostenere e a portare a termine
dei programmi di ricerca nelle scienze sociali e di educazione alla
tolleranza, al rispetto dei diritti dell'uomo e alla non violenza.
Di conseguenza, è necessario accordare una attenzione particolare
al miglioramento della formazione degli insegnanti, dei programmi
di insegnamento, del contenuto dei libri di testo e dei corsi e degli
altri tipi di materiale pedagogico, comprese le nuove tecnologie educative,
al fine di formare cittadini solidali e responsabili, aperti alle
altre culture, capaci di apprezzare il valore della libertà,
rispettosi della dignità degli esseri umani e delle loro differenze
e capaci di prevenire i conflitti o di risolverli con mezzi non violenti.
ARTICOLO QUINTO - Impegno ad agire
Noi ci impegniamo a promuovere la tolleranza e la
non violenza per mezzo di programmi e di istituzioni nel campo dell'Educazione,
della Scienza, della Cultura e della Comunicazione.
ARTICOLO SESTO - Giornata Internazionale
della Tolleranza
Allo scopo di mobilitare l'opinione pubblica, di
sottolineare i pericoli dell'intolleranza e di riaffermare il nostro
impegno e la nostra determinazione ad agire in favore della promozione
della tolleranza, noi proclamiamo solennemente il 16 novembre Giornata
Internazionale per la Tolleranza.
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