L'ATTESA
Nelle sere d'inverno
non so quale perfido vento soffiava
sul ponte di Cornigliano,
da portarti a casa
così tardi,
così livido e sfatto.
E noi ad attenderti muti,
aggrappati ai ritti della ringhiera
- più alta di noi -, in agguato
del primo cigolio del portone
per dare la voce.
Ora sei tu che ci attendi
da dilatate sbarre di silenzio.
Aldo G.B. Rossi
L’ULTIMA VESTE
a mia madre
Ora che la pupilla dei giorni
salita è al vertice, allo zenith
dell'umana vicenda e quel che fosti,
sei stata e ora sei
si addensa in un sol punto
remoto ed invisibile, al di là
di ogni sensibile antenna,
un punto che soltanto
il laser di Dio può illuminare,
io che talvolta
ho lacerato il filo che ci unisce - e i due capi,
esili bave di ragno,
levitano nell'aria, uno
ondeggia verso l'alto
vince la gravità
cerca soltanto di saldarsi ancora
ricreare la trama
ritessere l'immagine
dei giochi e delle febbri,
di un grembo
maternamente aperto -
io nei momenti di mite confidenza
ti accarezzo e sfioro
i capelli leggeri, sottilissimi
come di bimba, e tu mi chiedi,
come di bimba, candida
l'ultima veste.
Aldo G.B. Rossi
NATALE DI ADOLESCENTE
a mia figlia
Ancora rivesti
il tuo fresco Natale
della cometa sull'albero,
ancora intoni al tuo casto presepe
pastorali d'infanzia,
ancora inserti di nuova ghirlanda
il «vischio» dorato dei vergini anni
e ti sfiora
la fronte
la brezza gioiosa dei doni
avuti e donati.
Ma già io ti scorgo negli occhi le rondini
dei primi natali
che volano via.
Così si aggiunge
alla mia la tua melanconia
come neve che cada
più soffice
su neve caduta.
Aldo G.B. Rossi
ANNIVERSARIO DI MATURITÀ
Ci siamo rivisti.
Giunti uno ad uno
come
per un giorno di scuola.
Ci siamo guardati esitanti,
abbozzando un discorso, sentendoci
divenuti l'un l'altro un po' estranei
ravvisando a stento talvolta
le mutate sembianze.
Poi insensibilmente le api
di una dolce memoria
ricompongono, quasi in mosaico,
lineamenti e fattezze di un tempo
ed ecco affiorare di nuovo
(sortilegio) dalla nebbia degli anni
giovinetti volti.
Più puri
nel ricordo
ardono i visi di quelli
di cui già artiglia il rimpianto.
Aldo G.B. Rossi
IL GUADO
I ciottoli bianchi in mezzo al guado,
nitidi li contavi ad uno ad uno
nel mulinello argenteo dell'infanzia.
I calzoni a raddoppio su al ginocchio,
le scarpe unite a laccio cinte in vita,
sotto i sassi rimossi, nell'indugio
si catturava il gambero nascosto
- gioco crudele - preda e predatori
dentro e fuori del tempo
nell'immobile luce meridiana.
Le lunghissime estati, il lungo guado,
i muscoli di diaspro,
pirata e bucaniere
gettavo il cuore oltre la sponda
in fionda d'avventura.
Ora che il sole sfrangia obliquo
le cimase degli alberi e vi accende
estenuati pulviscoli di luce
ed io mi affretto
a passi un po' affannosi verso riva,
silente il bosco illividisce cupo.
Aldo G.B. Rossi
VECCHIO MURATORE
Mattone su mattone
appilando,
da quanti
anni non sai,
intessi muri per le case altrui,
o in silenzio
strolli calcina a scialbatura,
mentre il più giovane compagno alterna
sonori canti e lazzi
alle belle che passano.
Tu in silenzio.
Non sai
le refezioni consumate
nella gavetta sbilenca e affumicata
(fuoco di quattro stecchi!),
le brevi sieste
sul duro tavolato di un ponteggio.
(Troppo presto risuona la campana
e di nuovo
appilare mattone su mattone.
In silenzio.)
Il treno a sera.
Stilla dietro stilla
rimargini le forze.
Arrotoli mezza sigaretta
e con occhi arrossati
dai troppi sbruffi di calcina
tra spirali di fumo
sogni mattoni a pila su mattoni
e intessi i muri della casa tua.
Aldo G.B. Rossi
PESCATORE
Al tramonto son d'oro scalmi e remi
e la tua nenia è canto di speranza.
Poi, calati i velari delle reti,
le lampare son lucciole sul mare
e inizia il lungo giuoco delle attese.
Nuota in cielo una luna di calcina,
il vento soffia nero
contro la prua sciabordan le anime dei morti,
passan nell'aria voli di agonie.
Nel silenzio salmastro
tu filtri le memorie;
prigione in breve chiglia
respiri ventate d'infinito.
L'albore madreperla
ti coglie intento a ripassar le reti
smagliando
rade
monete argentee a far scarsa mercede.
Ma non imprechi contro il mare avaro,
guardi lontano, fisso all'orizzonte
già nell'attesa della nuova sera
con remi e scalmi d'oro.
Aldo G.B. Rossi
ULIVO DI LIGURIA
Questo tronco contorto ove si aggruma
in muschi verde-rame
una pazienza antica
- il maestrale inarca il suo vessillo
impallidente
sull'azzurra vertigine del mare
questo tronco rugoso
strinato dal salino, onde risboccia
un mite ramoscello
questo tronco che sugge dalla terra
petrigna
la linfa che fa ardere
le lucerne delle vergini savie
che nelle notti senza lume
protende le sue braccia verso un cielo
muto di astri:
figura disperatamente umana
che inutilmente fugge il suo Getsemani.
Aldo G.B. Rossi
SULLA STRADA DI ÉMMAUS
Per la morte immatura di Giancarlo
Ti avevo per fratello, compagno di brigata
nelle albe di caccia, ove il zirlo
del primo tordo incrina
il cristallo dell’aria
e annuncia il vanire delle stelle,
nella cerca dei funghi, quando zingari
del mistero del bosco
ci era era compagno il guizzo della lepre
tra erica e ginestra,
ti avevo per fratello
ne1 mite colloquiare di ogni giorno,
ne1 tuo lenire ogni ferita
nel pazzo amore
per quattro pietre colore dell'infanzia
e un sagrato di alberi parlanti.
Ora che la conchiglia del tempo
dilata la tua voce
a rive d'infinito
e il tuo sentiero si impollina d'eterno,
ora conosco quello che celava
il lampo azzurro dei tuoi occhi,
la fiamma del roveto
che ti bruciava dentro,
il «sì» di Abramo che è stata la tua vita.
Ora lo so
sulla strada di Émmaus polverosa
fiorisce ancora la luce tuo giorno.
Aldo G.B. Rossi
QUESTO SENSO…
a Irene
Questo senso di perderci,
che ci attanaglia con un cappio stretto,
a pensare domani uno di noi
solo,
e in questo struggimento si sdipana
nitido il film di tutto ciò che è stato,
i segni zodiacali dell'incontro,
solitudine, eclissi, arcobaleni,
la guerra e il tempo del riscatto,
le lunghe attese, gli anni incoronati,
i figli,
albe e tramonti nei natii profili,
il rarefarsi delle presenze care
e questo lento ingrigire di ogni giorno.
Questo senso di perderci... Ma ancora
lieve un sussurro c'è di brezza amica.
Vedo al risveglio nella prima luce
il tuo sorriso e sempre mi innamora.
Aldo G.B. Rossi
Aldo G.B. Rossi
è nato a Genova nel 1922. Ingegnere civile di professione e
Maestro del Lavoro, si è dedicato con fedeltà alla poesia,
dando voce alla propria più intima e viva esperienza di uomo.
Presso l'editrice Carpena ha pubblicato Oltre la parola (1965), Il
fiore dell’agave (1966; Presentazione di Piero Raimondi), The
blue collars (1969; Presentazione di Giovanni Cattanei), finalista
al “Premio Viareggio” (1970) e Dal rigattiere (1975).
A questo primo gruppo di opere ha fatto seguito Sulla strada di Émmaus
con presentazione di Giovanni Cattanei (Ed. Pan, Milano, 1979), che
fu oggetto di numerosi e importanti riconoscimenti (tra cui il “Premio
Pisa - Ultimo Novecento” 1982 e il “Premio Montecatini
- Il Setaccio” 1982 con una giuria presieduta da Piero Bargellini).
Presso l'Editore Bastogi Aldo G.B. Rossi ha poi pubblicato Il guado
(1983, Prefazione di Walter Mauro), opera che ha ottenuto fra numerosi
altri il “Premio Internazionale di poesia Felice Mastroianni”
1985 (Lamezia Terme, Catanzaro), con una giuria presieduta da Mario
Sansone. Per i tipi della I.P.L. (Istituto Propaganda Libraria) di
Milano hanno visto la luce: nel 1985 Cartoline dalle Dolomiti del
Brenta (poesia a due voci) insieme con Giovanni Cristini e nel 1991
“Émmaus e nuove poesie” (Prefazione di Graziella
Corsinovi); inoltre, per i tipi congiunti dell'I.P.L. e del Ragguaglio
Librario di Milano, nel 1995 è uscito Versi per Irene e altre
poesie (Prefazione di Graziella Corsinovi).
Nel 1999 Aldo G.B. Rossi ha dato alle stampe la summa della propria
opera poetica con “La Luce di Émmaus” (Torino,
Editrice Genesi, Prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti) e,
nel dicembre 2001, il libro di poesie “Irene” (Genova,
De Ferrari Editore, Prefazione di Francesco De Nicola).
E’ da aggiungere inoltre che nel 1993 l'Assessorato alla Cultura
della Provincia di Trento ha pubblicato Omaggio a San Romedio, Poesie
di Aldo G.B. Rossi, ad uso delle biblioteche e delle scuole e che
nel 1998 è uscita, per i tipi dell'Editrice Rendena di Trento,
la seconda edizione, aggiornata ed ampiamente integrata, delle “Cartoline
dalle Dolomiti del Brenta”, Poesie a due voci con Giovanni Cristini.
Tra i numerosi premi letterari vinti da Aldo G.B. Rossi e non menzionati
precedentemente sono da ricordare i seguenti: “Regione Liguria”
(1986); “Città di Ceva” (1988), presieduto da Gian
Luigi Beccaria; “Città di Venezia” (1992); “Renato
Serra” (1993); “La Pagina d'oro Terzo Millennio”
di Pisa (1997, Premio alla carriera); “Il Golfo” di La
Spezia (2000), nonché Il Premio “Penisola Sorrentina”
(Piano di Sorrento, NA, 2000).
Nel marzo del 2002 ad Aldo G.B. Rossi è stata conferita dal
Sindaco di Genova l’onorificenza “Il Bigo d’argento”
come riconoscimento per la sua attività poetica.