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POETI LIGURI

Liliana Martino Cusin


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UNA SERA D'AGOSTO

 

 

L'ultima cosa che videro i tuoi occhi
fu terra d'oriente. Ignare
scendevano ombre d'una sera d'agosto.
Stava in agguato il destino.

Da allora ingaggio ogni giorno
la mia inestinguibile lotta con Dio:
falliscono sempre i tentativi
di forzare le porte dell'enigma.

E non so in che cieli pensarti
in quale stella o luna
vietate alla mia mente
oltre i confini dell'esistere.

La memoria non la misura il tempo.
Tu resti scolpito nel vento
incorrotto sogno infinito
confuso con le rocce e con i fiori.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

 

COME A ORFEO

 

 

Era grande la piazza
era deserta
era nuda d'uccelli e di panchine.
Tu, infondo,

diritto,
col maglione cammello.
Ti vedevo di spalle. Conforma ti chiamavo,
ti voltasti di scatto,
ma rapida fu la visione
che sparisti
nell'attimo stesso del risveglio.

Fu solo un lampo
un balenar di ciglio:
"È proibito voltarsi"
come a Orfeo.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

 

UN FIORE GIALLO

 

 

Rinascerai, forse.
In qualche parte del mondo
torneranno a risplendere
i tuoi miti occhi neri.

O forse diventerai fiore;
un fiore giallo
abbarbicato a una scogliera
pago di poca terra
per h gioia
di una qualche farfalla solitaria.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

 

 

"No, non t'inganni, resta sempre viva,
benché sepolta, la tua vita d'angelo".

Pier Paolo Pasolini

 

LUNA DI MARZO

 

 

Era la pioggia era il vento era la luce
che segnava il paesaggio di cristallo
era il primo geranio
era lo specchio
che mandava riflessi alla finestra.
Come allora
è marzo die ritorna. (Mia madre
potava le sue rose metteva
a dimora le sementi
per la luna di marzo). Qui.

tra questi muri gonfi di muschio,
il cielo ha sempre lo riflesso lucore,
le colline
hanno sempre lo stesso profilo, lo qui

ad ogni cambio di stagione
ritrovo antiche analogie.
Tu no. Tu non ritorni.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

 

SULLA SOGLIA DEL CIELO

 

 

Appare
- dicono -
a chi muore
in folgorante bagliore il volto di Dio
e che la vita, prima del gran salto,
come in gioco di specchi si rifletta.
Con occhi chiari vorrei vedere allora i paesi
- non previsti sulle carte -,
solcati in volo nell'adolescenza,
le orme lasciate sulla sabbia,
le rocce rosse della solitudine,
le cose che mi dolsero
con sguardo amico
e cuore di memoria.
In una vampa rivedere il mondo,
le ombre azzurre degli impressionisti,
i colori d'autunno dentro il bosco
e le notti, le lune, le stagioni.

Sulla soglia del cielo -
risentire
il palpitare delle rime
e il vento,
anima e voce tra le foglie.

Guardare in faccia Dio,
forse anche capire
perché di maggio fioriscono le rose.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

SOLAMENTE UN VERSO

 

 

Non resterà di me che qualche segno
- anima d'uccello migratore.
ombra memoria impronta -
il sorriso
lunare d'una fotografia
lo scatto il dato
fissato fuori dal clamore -
l'intraducibile
che resta di chi va nell'aria
e un pacchetto
- cospicuo -
di pratiche inevase.
E resteranno
i fiori sui sentieri
nati dai semi portati dai miei passi.
i pizzi fatti a mano
nelle tende in cucina, i nomi
sui taccuini, il muro dietro l'orto
colorato di rosa. i gerani
trapiantati alla luna calante.

Ma solamente un verso
trovato da qualcuno in un vecchio scaffale
sarà la vera traccia
segno che resterà
pagina e storia.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

COME IN VESTE NUOVA

A Nadia

 

 

S'io non avessi questo corpo ingrato
e questo mio antichissimo cuore
e se avessi nel grembo e dentro gli occhi
il respiro sottile dell'amore,
col potere nascosto della mente
io saprei, superato ogni timore,
modulare il confine delle cose,
della matrice ritrovare il nesso,
la mia dimora trasformare in tempio.
si che ogni cosa, a me purificata,
ritorni infine come in veste nuova
nel perfetto disegno de! mio sogno.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

GENESI

 

 

"E Dio creò il ciclo e la terra...".


Dalle maree ai venti agli equinozi
eterno si ripete un ordine
e noi non sappiamo
se, prima d'ogni dove e d'ogni quando,
un Dio l'impresse
al sorgere del tempo
o se così
- da sempre -
illuminala e cieca
dispone la materia.
Ma intanto a noi è grazia
l'amore e il suo tormento,
l'avventura dei sensi e della mente,
godere il sorgere del sole,
le stelle cadenti a San Lorenzo
e l'ala dipinta alla farfalla.

Privilegio pagato a caro prezzo
con l'angoscia di morte
e col tormento
che nessuno risponde al domandare.

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

FIORI GIALLI

 

 

Io sono una donna
che ha visto fiori gialli
che ha cercato in tutte le strade
in tutte le contrade
nelle pagine dei libri
nelle parole di Cristo di Kant di Boirges
fino a scoppiarsi gli occhi.
Io sono una donna
d'amore e di dolore
che ha cercato nelle nuvole
nei raggi obliqui sul mare
nel fondo agli orologi
fino a lacerarsi le mani.

E rimasto cenere nuvole fiori gialli.

 

Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

 

 

 

UNA VITA NON BASTA

 

 

E camminiamo sul bordo del giorno
come quando la sera gli uccelli
socchiudono l'ali già stanchi di voli.
Ma per capire una vita non basta...
non basta una vita: cose
non fatte, non viste,
carezze non date, occasioni perdute,
invase, lasciate.

Io non vorrei morire
senza aver visto i fondali dei mari,
le aurore boreali,
senza aver conosciuto
i segreti degli incantatori
i colori di tutti i pittori,
senza aver dato ed avuto perdono.

Una vita, una vita non basta. Ci vuole
più occhi, più tempo, più cuore.


Lillana CUSIN MARTINO

 

 

 

Liliana Martino Cusin, nata a Millesimo (Savona) è Presidente Onoraria del "Corimbo" Associazione genovese i amici delta poesia di cui è stata Presidente per dodici anni . Ha pubblicato le seguenti raccolte di versi 'Parole e silenzi' (1989),ed Marietti, con prefazione di Nicola Ghiglione ; 'Col lume acceso' (1991) prefazione di Elena Bono edizione 'II grillo' ,,secondo premio Concorso 'Cinque terre 1952', 'Segni bianchi sul muro' ed. Sabatelli Resine Savona (1998) .prefazione di Vico Faggi, primo premio' Città di La Spezia ' 1995', 'La stanza del merlo' (1999),ed. Sabatelli Resine .prefazione di Elio Andriuoli. Nel 2003 ha pubblicato con l'edizione Le Mani Microart un album con fotografie del figlio Fabio e poesie sue'; .prefazione di Paolo Ruffilli. E' presente in antologie e riviste italiane e straniere, è inserita nella 'Storia della letteratura italiana' edita da Guido Miano, ne 'L'altro Novecento' curato da Vittoriano Espositore 'I Limoni' curato da F. De Nicola e G. Manacorda. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti ,anche a livello nazionale. Ha collaborato per parecchi anni alla terza pagina del quotidiano genovese 'II Lavoro' con recensioni articoli di costume e letteratura. Fa parte di giurie in concorsi letterari

 

 

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