| AL REGISTA
Non biasimarmi
se recitata la parte
indugio, se ancora mi volgo
a guardare la scena.
Perché dissi poche battute
in fretta,
senza intenderne il senso,
venuto dall'ombra stordito
in questa vampa di luci ;
e mi fai cenno d'uscire.
Guido ZAVANONE
PARLO DI NOI
Perché noi cerchiamo qualcosa
che non sia stato,
o non sia stato a quel modo,
non parlo d'ideali, ne serbiamo
un guardaroba completo
diviso per stagioni,
io parlo della vita
la vita che ripete, oggi, i suoi gesti
uguali, incapace di stupore,
ha sorrisi avvizziti
su una bocca venale,
purifica i genocidi
con un benessere pio.
E neppure la fòrza di piangere.
Parlo di noi, non so corpo o anima
- abolita, forse, non sostituita,
i corpi hanno parabole brevi
s'alzano appena da terra e vi ritornano in fretta -
non abbiamo più favole
da raccontarci l'un l'altro,
la paura non s'inganna con le formule,
asserragliati nei laboratori
attendiamo un'impossibile salvezza,
neppure le parole sono nostre
abbandonate tra noi da generazioni sepolte.
Non è il caso di sorridere
se noi cerchiamo qualcosa
che non sia stato,
o non sia stato a quel modo.
Guido ZAVANONE
ARTERIA
Arteria che restringi il tuo lume
a poco a poco, impercettibilmente,
dolce limpido fiume cui nei freschi mattini
s'abbeverava l'avventuroso desiderio
(correva le tue rive un'ardita
popolazione d'immagini, amore
accendeva fuochi improvvisi, ne avvampava
il giovane volto della vita) ora
rivo di acque torpide che accogli,
tra le pareti che si sgretolano, l'oscuro
deposito del tempo, le macerie
d'una disabitata esistenza,
tu, clessidra dei silenzi, se un vuoto
subitaneo d'anima riveli
col tuo pulsare dolente quando
un passato deluso opprime il petto aggrappandosi
ad un futuro invecchiato,
arteria, per i divini sussurri
della tua fiamma antica, se non indifferente
accompagni il mesto
declinare della vita, lo sfiorire
solitario d'un volto,
la mente consapevole davanti al suo stesso tramonto,
a tè, prima che il cuore svuotato s'arresti,
offro la poesia che t'assomiglia :
un groviglio logoro di versi.
Guido ZAVANONE
VEGLIA
Amico, già distende il tuo volto e rasserena
l'etrusco sorriso della morte, acquieta
mestamente il mio pianto. Ma chiedo
di questo tuo sorriso se l'accenda
l'ultimo guizzo della terrestre sera,
un raggio ancora
dell'astro fiammeggiante che dilegua,
o mite un'alba d'anime risplenda
che tu scorgi e dirama in altro ciclo.
O forse è soltanto il fisiologico
sorriso della materia che riposa
e prepara altra forma, indifferente
se un muride o una rosa.
SERA IN CUCINA
Tu l'ascolti quel ronzio
che s'incide nel silenzio
dellastanza ottenebrata
scende e sale
già t'inscrive nel suo cerchio
Insistendo, un sibilare
un vibrare
che t'avvolge ti trascina
con sé dentro una spirale
in un gioco un poco- tetro
nella stanza di cucina?
Cresce ancora quel ronzio,
orbitando alla finestra,
batte stride contro il vetro,
tu ne tremi, cuore mio,
un moscone,
il Tempo,
Dio?
Guido ZAVANONE
CALANDRINO
Chiederanno «come va», scherzerai
«da poveri vecchi», spiando
sulle labbra una smentita
sempre meno frequente. Quando
le giovani donne ti renderanno il saluto
con frettolosa deferenza e il posto ceduto
sarà un'impietosa sentenza. O in casa
(dopo l'ultimo nato, sei l'ospite
che si è attardato)
se una battuta dirai un po' vacua o parole
di cui non intendono il senso,
come vivere la propria morte o udir la Voce nel vento
ti gelerà un sorriso
acre
di compatimento
...................................................
Fin che
(se il tuo cammino di vivo
proseguirai ostinato oltre la linea d'arrivo)
cancellato dagli sguardi e dai cuori, forse
annebbiata la mente. Calandrino intristito
t'aggirerai invisibile in mezzo alla gente.
PREGHIERA DELLA NOTTE DI NATALE
«E ormai la terra
altra messe non da...»
(A. Manzoni: Adelchi, atto V)
Dio che sei forse nei cieli,
grande ombra affacciata
dietro una luminaria di stelle,
è solo e perduto questo pianeta che veglia,
le dita contratte su gelide
tastiere di morte.
La luna ambigua rischiara
la quieta selva di missili, un volo
di colombe si leva,
.esita alle tue porte.
Navigano
nella notte le tue chiese d'oro?
ignara splende tra gl'incensi la gloria
degli altari consacrati
che hanno fatto la storia.
Poi nel sonno
un vento di campane ci sorprende,
s'inalba una visione, torna
il sogno di Natale: che tu scendi
dagli astri verso un muto altare
d'occhi e di lacrime, ancora cerchi
uno scampo all'orrore, un rifugio innocente.
O fìglio
nostro che rinasci e tremi,
Dio atterrito che gemi
con noi
sopra lo strame dell'anima.
Guido ZAVANONE
DAL TRENO
........................................«Siediti
nella direzione del treno» s'affannava
mia madre, alla stazione, al fragile ragazzo
affacciato al finestrino colloquiale.
Così feci per anni. Era bello incontrare
il mondo, le sue immagini in corsa,
il presente e il futuro
avvinti in vorticosa danza.
...............................................Più
tardi
fu diverso. Mi struggeva
questo lasciarci repentino all'atto
d'incontrarci, l'afferrare a pena
qualche lembo stracciato delle cose, mai
veramente conoscerle.
................................................Così
ho pensato di sedermi contro
la direzione del treno, volte le spalle
a ciò che senza tregua
turbina e incalza.
Ora sono io che mi vado allontanando,
................................................le
cose
stranamente mi seguono, mi guardano,
lasciano che a mia volta le contempli in ogni
più insignificante significante particolare,
monti fiumi alberi uomini
e io in mezzo a loro amici cari
anche scomparso continuano a salutare.
Guido ZAVANONE
COME SE
Cara,
mi chiami dall'aldilà come se
esistesse davvero e non fosse la parte
più cileno la fa dell'anima dove
i ricordi-rimorsi s'inseguono senza tregua
tra le tombe profanate. Ancora
la morte invoca la vita e questa chiama
la morte a consolarla, entrabe figlie
d:i un dio che non ci ama.
Felice chi
con il pensiero ha soffocato il tempo, tetro
sicario dell'eterno , nero vento
Amica
che mi fosti accanto
non puoi portarmi nuove
né io a te. Neppure attese
ormai.
Guido ZAVANONE
L’ALBERO DELLA CONOSCENZA
Dall'albero scosso
sono cadute le foglie, che l’acqua
del fiume trascina lontano in
multiformi costellazioni* Staccato
dalla linfa che lo genera, muove
un alfabeto di foglie cerca
una vita nuova nelle
tumultuose correnti, nei mulinelli
che improvvisi si formano, s’imbevono
dell'acqua silente che le sprofonda. Così
avendo provato il pallido
riflesso del cielo, l’odore
acre del mondo, giacciono sotto una coltre
di fango le intruse parole.
Ma il filiale, lui,
non sarà più come prima, avrà conosciuto
la trama mutevole che fanno le foglie
danzando sull'onde, il lento
discendere, il sogno, il buio lucente .
del fondo.
Guido ZAVANONE
NOTIZIA
Guido ZAVANONE, nato ad Asti; Procuratore Generale Onorario presso la
Corte di Cassazione, vive e lavora a Genova. Ha pubblicato varie raccolte
di versi; Si ricordano: Arteria (Scheiwiller, Milano, 1983); La vita affievolita
(Ed, Premio Libero de Libero, Fondi, 1986); II viaggio (S« Marco
dei Giustiniani, Genova, 1991); Se restaurare la casa degli avi (Camparotto,
Udine, 1994); Qualcosa Ed. Premio Massarosa, Empoli, 1994);Care sembianze
('Managò, Ventimiglia, 1998); Houvelles pour l'an 2000 (La Bartavelle,
Gharlieu, 2002). Ha vinto prestigiosi Premi letterari, tra cui oltre ai
già citati "Libero de Libero" e "Massarosa"'
il "Nigra", il Cervia, il Nosside", il "Ceva, il "'David',
e, ultimamente, il '"Città di Catanzaro" (presieduto
da Mario Luzi), il Como', il "'Legnano - Tirinnanzi", il Milano
Duomo» presente in numerose antologie, italiane e straniere, e in
antologie scolasticìhe. Sue poesie sono apparse, altresì,
in qualificate riviste letterarie, quali ""Letteratura;, "II
ponte", "Fierà", Tempo presente", "'Carte
d'Europa", "'Pagine"', e, all'estero, "Parterre verbal",
"'Jalons", "Les cahiers de poesie-rencontres", "Steaua"',
"Poezia", "'Revija SRL", "Srecania", E;
redattore di "Resine"', condirettore di "Nuovo Contrappunto"':
riviste letterarie a diffusione nazionale, pubblicate a Genova. Sulla
sua poesia hanno scritto, tra gli altri, Elio Andriuoli, Rosario Assunto,
Giorgio Barberi Squarotti, Vittorio Coletti, Giuseppe Conte, Giorgio Cusatelli,
Luciano Erba, Vico Faggi, Angelo Marchese, Angelo Mundula, Davide Puccini,
Giuseppe Ravegnani , Stefano Verdino, Edoardo Villa, Andrea Zanazotto. |
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