PATRIARCATO LATINO DI GERUSALEMME

 

Il Patriarcato latino di Gerusalemme è il centro del Cattolicesimo Palestinese e Giordano, e opera non soltanto al servizio delle Comunità cattoliche ma è aperto a tutti i cristiani e musulmani. Il Patriarcato offre servizi in tema di settori sociali ed educativi di rilievo, e la distribuzione di farmaci. Per quasi 150 anni il Patriarcato latino ha fornito un alto livello di formazione per la società palestinese e Giordana.
La scuola latina del Patriarcato in Gaza è stata costruita in 1974. È considerato come la scuola migliore di Gaza, fornisce un alto livello di formazione, e di scambio culturale, dell'atmosfera cristiano e dell'insegnamento di religione per i bambini cristiani.

AVANGUARDIA DI SVILUPPO EDUCATIVO
Gaza è considerato il settore più difficile della Palestina. I docenti della scuola e le risorse del Patriarcato rappresentano oggi, una speranza per il un migliore futuro per migliaia di Palestinesi del distretto di Gaza.
La scuola conta 1.250 allievi, di cui 130 cristiani e 1120 musulmani.

La scuola latina del Patriarcato in Gaza è oggi riconosciuta come una delle cosa migliori, se non la cosa migliore della città. La scuola, come le altre scuole latine, è destinata a sollevare il grado d'istruzione dei poveri e anche se privata, non è finalizzata all’educazione di chi è più ricco. Gli allievi sono ammessi senza badare al loro stato patrimoniale. La scuola riceve molti bambini dalle famiglie molto povere, poiché l’unica politica della scuola è quella di istruire chi ne ha necessità.
Le scuole non hanno supporto finanziario dal governo e ricevono tanti bambini poveri che devono cercare il supporto da fonti fuori del paese (come le adozioni a distanza) per continuare la loro educazione. L’obiettivo della scuola latina è quello di formare gli allievi culturalmente idonei ad affrontare le sfide della sopravvivenza economica e sociale.
L’aumento d’iscrizioni è motivo di soddisfazione ma la consapevolezza che vi sono anche altri bisogni richiede una base culturale più ampia e vede nella costruzione di una nuova scuola una risposta concreta a queste necessità. Una scuola che risponda attraverso l’estensione dei suoi programmi, ad una risposta ai bisogni educativi, sociali e culturali regionali. La città di Gaza infatti si trova nella posizione ideale per questo compito, attraverso una formazione basata, su di una flessibilità progettata sui temi fondamentali del rinnovamento sociale, dell’integrazione sociale e del miglioramento sociale. Un nuovo centro unito di “school/resource” per Gaza è certo nell’avere positivo e duraturo effetto, sulle vite dei migliaia di Palestinesi.
Il Presidente Yasser Arafat, ha donato la terra per la costruzione della nuova Scuola. E’ in fase di progettazione infatti, la realizzazione di una nuova scuola che istruirà sia le ragazze che i ragazzi in aule miste. Il Ministero della formazione infatti è consapevole dell’idoneità della scuola a istruire gli uomini e le donne del futuro.
L’obiettivo è quello di realizzare un centro scolastico aperto e sensibile alle necessità della comunità che si occupi dello sviluppo dei rapporti della comunità sia didattiche, che all’impegno civico nella valutazione delle necessità correnti della comunità. Quindi pubblico accesso ad uno scambio culturale per mantenere vive le forme di etnia locale come espressione di sviluppo della comunità di Gaza.


ALCUNE NOTIZIE SU GAZA:
La Striscia di Gaza conta circa un milione di persone di cui 5.000 Cristiani e il resto Musulmani. La maggior parte della popolazione è costituita da operai non qualificati. La scuola latina del Patriarcato sostiene il più alto livello di formazione nella regione e offre 60 posti di lavoro tra i membri del personale. La scuola costituisce una base forte allo sviluppo dei rapporti di comunità.

ECONOMIA ED OCCUPAZIONE
Gaza ha una terra fertile e ricca come risorsa, tuttavia la mancanza d’acqua per irrigazione la rende solo una risorsa virtuale per tutta la zona. L’inefficace utilizzazione della terra rappresenta dunque uno degli aspetti prioritari del mancato sviluppo di questa zona
Attualmente la principale risorsa agricola è costituita dalla produzione di frutta, e costituisce una risorsa a solo uso locale, con una produzione ben al di sotto delle potenzialità che tale zona può esprimere a ragioni delle motivazioni dette.
Inoltre è presente una piccola industria locale finalizzata principalmente all’uso locale. Tutto il movimento delle merci infatti in e da Gaza è controllato dal governo Israeliano, che fornisce all'industria locale le materie prime.


Il tasso di disoccupazione in Gaza ora è 65% e la maggior parte della popolazione è sotto la linea di povertà con un reddito più meno di $100 mensili per chi lavora.
Le cause della disoccupazione a parte delle ragioni già dette, sono anche a causa delle proibizione dall'entrata in Israele da Gaza. Proibizione che sta’ producendo dei risultati disastrosi sulla sussistenza delle famiglie. L'economia di Gaza infatti non ha mai potuto seguire lo sviluppo naturale di una economia normale, a causa del controllo israeliano del mercato.

Malgrado le attese siano sempre ottimiste, l'economia di quest’area non si svilupperà mai se non vi sarà un libero accesso ai mercati.
La maggior parte dei cittadini di Gaza è illetterata e non qualificata. Le occasioni per occupazione non qualificata vengono dal settore agricolo, nel periodo di raccolta. Anche se la maggior parte degli operai sono impiegati nelle zone industriali israeliane, come lavoratori non qualificati e bassi dello stipendio.

CIRCOSTANZE SOCIALI
Gaza è una di più alte zone densamente popolate nel mondo intero con circa 4.152 persone per il chilometro quadro. La maggiore fascia di popolazione, è sotto i 15 anni (50,3%). I problemi sociali in Gaza sono enormi, anche se principalmente nascosti a causa delle tradizioni locali e per la limitazione alla possibilità di esprimere in pieno tale sofferenza.

AMBIENTE SOCIALE:
Gaza ha sofferto considerevolmente durante la decade passata a causa dell’intifada. I commerci hanno sofferto e molti hanno chiuso al loro attività. Il ristagno dell'economia e la violenza ha avuto effetti sul mancato benessere sociale ed economico delle famiglie.

Gli anni di controllo militare israeliano, di aspettative frustrate di vita e dello stato vicino alla povertà hanno generato una società che è instabile ed aperta alle oscillazioni politiche. L'instabilità in se genera l'insicurezza ed i timori che ne scaturiscono, contribuiscono ulteriormente al deterioramento sociale.